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Quando il proprio figlio con sordità inizia la scuola, c’è sempre una grossa preoccupazione.
La scuola spesso non conosce le difficoltà specifiche di un alunno sordo e le strategie utili per metterlo in condizione di partecipare alla vita di classe.
Specialmente oggi con l’Impianto Cocleare o le protesi acustiche digitali e un’abilitazione logopedica precoce, si pensa erroneamente che non ci siano più problemi.
Insegnanti e anche molti genitori pensano che “trattarlo come gli altri” sia la cosa più corretta. Invece ci sono numerosi ostacoli di comprensione legati alla sordità. L’intelligibilità del parlato, la discriminazione di parole con suoni simili, il rumore…tante difficoltà che richiedono tempi più lunghi, più concentrazione, più fatica degli altri.

E’ importante che i genitori ne siano consapevoli e si facciano portatori di informazioni e richieste.
E’ necessario partire sempre prima, anche l’anno prima, non all’inizio della scuola.
E’ necessario che tutta una serie di indicazioni sia segnalata anche nella Diagnosi Funzionale del neuropsichiatra e nel PEI, meglio se con il supporto della logopedista.
La scuola, l’ASL e la famiglia dovrebbero congiuntamente individuare i vari interventi utili: Riduzione del numero di studenti in classe.
Organizzazione dell’aula: illuminazione corretta e disposizione dei banchi, per dare la possibilità all’alunno sordo di vedere anche i compagni.

Insonorizzazione delle aule: il rumore mette in forte difficoltà lo studente sordo. E’ parificato ad una barriera architettonica e vi sono numerose norme che ne prevedono la riduzione. Va fatta domanda al Comune o alla Provincia a seconda del grado di scuola.

Dotazioni tecniche ed informatiche: ausili per l’amplificazione, per la sottotitolazione, per la trascrizione, video sempre sottotitolati

Definizione di metodi didattici specifici, che richiedono formazione, che dovrebbero conoscere gli insegnanti di sostegno, ma anche tutti i docenti, e che possono essere indicati anche dalla logopedista che segue il bambino.

Verifiche adattate, non semplificate, equipollenti, se necessarie, che richiedono le stesse competenze, ma con modalità diverse.

Coinvolgimento della classe: progetti di sensibilizzazione: capire l’altro, i suoi bisogni (che a volte vengono vissuti come privilegi invece che necessari per partire alla pari) è fondamentale per l’inclusione.
Formazione dell’insegnante di sostegno, fondamentale per il ruolo di questa figura professionale, oggi a volte non accettato dal ragazzo sia per non sentirsi diverso, ma anche per esperienze pregresse negative.

Buone regole di comunicazione:
– Non parlare voltando le spalle, es. mentre si scrive alla lavagna

– Non parlare girando fra i banchi

– Non parlare in controluce

– Non parlare al buio (per esempio mostrando diapositive e filmati)

– Non parlare troppo in fretta ne’ con tono di voce troppo forte

– rispettare i turni di conversazione.

Tanti di questi accorgimenti, indispensabili per gli alunni e gli studenti sordi, sono utili a tutti.

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