Per l’inizio del nuovo anno scolastico vogliamo condividere i molto belli e significativi auguri di Vincenzo Falabella Presidente FISH (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) di cui anche FIADDA fa parte.
Ogni anno, quando si riaprono le porte delle scuole, ricomincia qualcosa che va molto oltre le lezioni, i libri, i quaderni e le interrogazioni. Ricomincia un viaggio.
A voi, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità, desidero rivolgere, a nome mio e di tutta la comunità di FISH ETS, un augurio particolare. Un augurio che è anche un impegno.
La scuola è vostra. Non siete il problema da organizzare, il caso da assegnare, l’alunno o l’alunna “del sostegno”. Avete diritto a imparare, certamente, ma anche a partecipare, a costruire amicizie, a ridere, discutere, fare sport, andare in gita, prendere parte ai laboratori, sbagliare, riprovare, avere successo, essere ascoltati e immaginare il vostro futuro. Perché inclusione non significa semplicemente essere presenti. Significa esserci davvero.
Ai vostri compagni e alle vostre compagne: non abbiate paura della diversità. Conoscetela. Fate domande. Parlate. Ascoltate. Costruite amicizie. La disabilità è una caratteristica della persona, non la sua identità intera.
Agli insegnanti, ai dirigenti scolastici e a tutto il personale della scuola vorrei invece rivolgere un invito: abbiate alte aspettative per ogni studente. L’insegnante di sostegno è una risorsa preziosa, ma l’alunno con disabilità appartiene all’intera comunità scolastica. La responsabilità educativa non può essere delegata a una sola persona.
L’inclusione è responsabilità di tutti.
Alle famiglie che devono affrontare le difficoltà dell’inizio: insegnanti che mancano, ore di sostegno non ancora definite, assistenza all’autonomia e alla comunicazione che tarda ad arrivare, trasporto scolastico, barriere architettoniche, procedure amministrative, continui passaggi da un ufficio all’altro.
Ma soprattutto a voi, ragazze e ragazzi. Studiate. Siate curiosi. Fate domande. Cercate ciò che vi appassiona. Rivendicate il vostro diritto a partecipare. Fate sentire la vostra voce. La conoscenza non cancella tutte le difficoltà, ma ci offre gli strumenti per comprenderle, affrontarle e, molte volte, cambiarle.
Non abbiate paura di chiedere ciò che vi serve e, soprattutto, non rinunciate mai al diritto di immaginare il vostro futuro.
È la scuola prevista dalla nostra Costituzione, è la scuola dei diritti, è la scuola di tutti e di ciascuno. E perché una cosa deve essere chiara: non siete voi a dovervi guadagnare un posto nella scuola. Quel posto è già vostro.
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