La legge quadro sull’inquinamento acustico è la 447/1995, che definisce i limiti del rumore come potenziale rischio per la salute umana. Più recenti sono le linee guida OMS 2018, che hanno posto il problema al secondo posto dopo quello atmosferico. Ma non sempre si fa caso a questo problema!
Un ambiente di ascolto adeguato è necessario alle persone di tutte le età in qualsiasi ambiente per comprendere la lingua parlata, e a maggior ragione nelle scuole e per i bambini che stanno imparando il linguaggio. Le condizioni acustiche delle aule hanno un ruolo essenziale per garantire un insegnamento e un apprendimento efficaci, soprattutto ai primi livelli del percorso educativo.
Da diverse ricerche a campione, fatte in varie province e scuole italiane, emerge un dato: gran parte delle scuole non rientrano nei parametri previsti per legge!
Segno della scarsa considerazione del tema.
Diversi fattori fisici incidono e pregiudicano la qualità acustica degli ambienti scolastici, serve fare una breve panoramica per capire meglio il tema.
1) Tempo di riverberazione si tratta del tempo in cui un suono persiste, dopo che è cessata la fonte sonora. Un ambiente è più o meno riverberante in base alle dimensioni e alla capacità delle superfici di assorbire i suoni.
Le superfici assorbono i suoni alle varie frequenze in maniera differente.
L’OMS, e anche la normativa italiana, ammettono un tempo di riverberazione nelle aule scolastiche tra 0,6 e 0,8 secondi.
Nelle scuole italiane oscilla tra l’1,5 e i 2,3 secondi.
2) Rumore di fondo èun altro fattore d’inquinamento acustico molto diffuso nelle scuole.
La provenienza del rumore può essere:
– esterna: traffico stradale, aereo e ferroviario, cantieri stradali;
– interna: negli ambienti vicini all’aula;
– interna: nell’aula stessa, come il brusio degli allievi, il rumore di banchi e delle sedie, ecc.
Per le normative internazionali e nazionali in un’aula scolastica il rumore di fondo non deve superare i 35 dB. Invece spesso si riscontrano valori attorno ai 65-80 dB nelle scuole dell’infanzia, e 55-65 dB nelle scuole primarie.
Maggiore è il rumore di fondo, maggiore è la difficoltà per gli alunni di distinguere la voce dell’insegnante.
L’insegnante spesso tende ad alzare il volume della voce (a volte anche in maniera eccessiva, così da produrre affaticamento vocale e compromettere il suo stato di salute).
Oppure si tende ad aumentare la velocità del parlato, passando da una media ottimale di 80 parole al minuto a più di 100. Tutto questo provoca una diminuzione della intellegibilità del parlato, soprattutto per i bambini della scuola primaria.
– ll rumore tende a mascherare le parole e i suoni che sono fondamentali per l’intelligibilità del parlato, e può influire su possibili ritardi nell’acquisizione del linguaggio sia scritto che parlato.
– Inoltre vi sono anche riscontri sul sistema nervoso. L’esposizione costante ai rumori causa il rilascio di cortisolo che compromette la funzione della corteccia prefrontale, preposta al ragionamento e alle funzioni esecutive, ed alle capacità mnemoniche a breve termine.
– Lo stress per il continuo rumore di sottofondo può diminuire i livelli di dopamina, peggiorando i livelli di apprendimento.
Altri studi hanno valutato il “rumore in mensa” nelle scuole primarie, con valori intorno agli 85 dB… come in industrie rumorose! Dopo 30 minuti di esposizione a questi livelli sonori occorre un’ora di recupero sotto l’aspetto nervoso.
Sono stati registrati ritardi nell’apprendimento della lettura ed errori di disattenzione, più frequenti negli allievi che pranzano a scuola.
Gli stessi problemi acustici vi sono anche nelle “palestre” delle scuole.
3) Distanza dalla sorgente sonora L’intelligibilità del parlato è del 95% quando la distanza è attorno a 2 metri, mentre diminuisce proporzionalmente alla distanza. Gli allievi disposti oltre la metà dell’aula o in fondo, hanno più difficoltà di comprensione.
La normativa italiana, a partire dalla Legge Quadro, prevede già da molti anni regole sull’acustica delle aule scolastiche, soprattutto nella progettazione e ristrutturazione degli edifici scolastici, ma spesso sono disattese, e chi si occupa dell’edilizia scolastica spesso non ha le competenze tecniche in campo acustico.
Inoltre dovrebbe essere applicata nella maggioranza degli edifici scolastici già esistenti.
Tutto questo riguarda tutti gli alunni e anche gli insegnanti, per i quali una buona acustica riduce i rischi di patologie della voce.
Una buona acustica delle aule ha un ruolo essenziale a garantire un insegnamento e un apprendimento efficaci, soprattutto nella scuola primaria.
Si può quindi intuire quanto queste problematiche possano incidere negativamente per un bambino con problemi di udito, ma non solo per lui: particolari difficoltà riguardano anche alunni con deficit visivo, di attenzione ed iperattività, autismo e stranieri.
Focus sugli alunni con sordità
In ambienti silenziosi la voce è ben definita, perché non ci sono altri suoni.
In ambienti rumorosi il suono della voce principale viene miscelato acusticamente con più suoni secondari. Il nostro cervello tende a dare priorità ai suoni di interesse ignorando gli altri: è l’attenzione selettiva.
Ma questo non funziona per le persone con sordità. Le protesi acustiche sono degli amplificatori che in genere amplificano tutti i suoni. Le più moderne, digitalizzate e gli impianti cocleari sono in grado di mascherare parzialmente il rumore di fondo migliorando l’intellegibilità del parlato; più difficilmente però riescono a distinguere le diverse voci umane, perché hanno le stesse frequenze.
Oltre ai parametri sonori, su esposti, influiscono sulla qualità dell’ascolto per un alunno ipoacusico:
– la posizione dell’alunno (frontale o laterale)
– l’insegnante girato di spalle verso la lavagna o che si muove nell’aula.
Per uno studente con sordità cercare di capire le parole della maestra in classe rispetto alla voce dei compagni può essere un grande disagio che può causare diverse conseguenze:
– minore intelligibilità della comunicazione verbale
– diminuzione dell’attenzione
– diminuzione della memoria
– demotivazione
– comportamenti negativi
– diminuzione delle prestazioni scolastiche (sia nella lettura, sia in ambito matematico)
– diminuzione di rapporti sociali efficaci con gli adulti e i compagni
– stanchezza fisica al termine della giornata scolastica associata a mal di testa o sonnolenza.
Come intervenire?
Il rumore per le persone con difficoltà di udito è una barriera architettonica, più precisamente una “barriera sensoriale” o “barriera all’accessibilità”.
Ci sono diverse norme a partire dalla Legge 104/1992 che, per gli studenti con disabilità sensoriale, afferma che l’inclusione scolastica si realizza attraverso la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all’effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico (art. 13, comma 1) e all’art. 24 parla di superamento delle barriere architettoniche.
Vi sono poi diverse norme regionali.
In Emilia-Romagna L.9/2019 all’art.8
p.1. La Regione promuove unitamente agli enti locali gli interventi e i servizi volti al sostegno e all’inclusione degli allievi sordi, sordociechi o con disabilità uditiva, nei percorsi di istruzione pubblica e paritaria, nei percorsi del sistema di formazione professionale e alta formazione regionale, nonché nei percorsi degli atenei operanti nel territorio regionale. La Regione valorizza altresì le iniziative volte a promuovere un modello di scuola accogliente che favorisca la crescita personale ed educativa di tutti gli studenti che condividono il percorso scolastico con gli allievi sordi, sordociechi o con disabilità uditiva, promuovendo la cultura dell’inclusione sociale nelle scuole e in tutta la comunità educante.
p.2 In particolare la Regione può sostenere, anche in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con gli atenei operanti nel territorio regionale, azioni positive che favoriscono la presenza e l’integrazione dei servizi logopedici e di abilitazione linguistica orale e scritta presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nonché servizi specialistici di assistenza alla comunicazione e interpretariato LIS e LIST, il ricorso a programmi di riconoscimento vocale, sistemi di sottotitolazione e di scrittura veloce, o l’impiego di ogni altro mezzo tecnico o didattico idoneo a favorire l’apprendimento e la comunicazione delle persone sorde. Le azioni di cui al presente comma sono realizzate coordinandosi con l’attività svolta dal Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR), istituito presso ogni ufficio scolastico regionale.
La Delibera della Regione Emilia-Romagna n. 1779 del 3 novembre 2025 approva l’aggiornamento delle linee di indirizzo regionali sullo screening uditivo neonatale, definendo i percorsi clinici e organizzativi per i bambini con ipoacusia e potenziando l’accessibilità comunicativa e i servizi di interpretariato LIS.
E riprende l’articolo 8 con una raccomandazione specifica:
nell’allegato 3 RACCOMANDAZIONI ACCESSIBILITA’ AI SISTEMI DI COMUNICAZIONE alpunto 4) Raccomandazione specifica (art.8)La Regione, nel quadro delle normative vigenti, promuove -unitamente agli Enti Locali- gli interventi e i servizi volti al sostegno e all’inclusione degli allievi sordi, sordociechi o con disabilità uditiva, nei percorsi di istruzione pubblica e paritaria, nei percorsi del sistema di formazione professionale e alta formazione regionale, nonché nei percorsi degli Atenei operanti nel territorio regionale. La Regione sostiene azioni positive che favoriscano la presenza e l’integrazione dei servizi logopedici e di abilitazione linguistica o altri servizi e strumenti idonei a favorire l’apprendimento e la comunicazione delle persone sorde.
Gli interventi che si inquadrano in questi diritti previsti per legge, vanno inseriti nella diagnosi funzionale, nel profilo dinamico funzionale e nel PEI. La scuola, l’ASL e la famiglia dovrebbero congiuntamente individuare i vari interventi utili: insonorizzazione, riduzione del numero di studenti in classe, dotazioni tecniche (ausili per l’amplificazione) ed informatiche, definire metodi didattici specifici.
Va valutata anche la posizione dello studente con sordità nell’aula: la distanza uditiva critica (prima o seconda fila, lontano dalla porta di ingresso all’aula, facendo particolare attenzione all’illuminazione (posizione delle finestre).
Va valutata anche la posizione dell’aula. Sono da evitare aule:
• che si affacciano sulle strade
• vicino a spazi come auditorium, palestre, laboratori;
• vicino a scale, atrio o corridoi dove passano molte persone;
• con troppe finestre (sono superfici di molto riverbero).
Se possibile è meglio un’aula all’ultimo piano (senza il rumore di calpestio).
La richiesta di intervento di insonorizzazione.
La richiesta di insonorizzazione da parte dei genitori del bambino con sordità va indirizzata al Comune, competente per l’edilizia delle scuole dal nido alla scuola secondaria di primo grado, informando ovviamente anche il Dirigente scolastico.
E’ un intervento parificato all’abbattimento delle barriere architettoniche, ai sensi della Legge 13/89 e D.M. 236 /89.
La richiesta è meglio presentarla subito dopo l’iscrizione dell’alunno, per dare il tempo necessario per richiedere i fondi annuali e fare l’intervento.
È indispensabile che il tecnico preveda una fonometria pre e una post intervento, onde verificarne l’efficacia, oppure si possono richiedere le rilevazioni ad Enti regionali e Provinciali (es. ARPA).
L’insonorizzazioneviene fatta con materiali fonoassorbenti che possono essere controsoffitti e contropareti o anche intonaci fonoassorbenti.
È importante mettere in ogni sedia ed ogni banco feltrini o tappini a campana.
Come FIADDA sottolineiamo come la riduzione del rumore migliori la vita in classe per tutti gli alunni e anche per gli insegnanti. Come diciamo sempre: ciò che è essenziale per le persone con sordità, spesso è utile a tanti!
I dati riportati sono ripresi dal lavoro fatto da medici di SIOeChCF (Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale) e SIAF (Società Italiana di Audiologia e Foniatria) e rappresentanti di varie Associazioni di persone sorde e famiglie. FIADDA ha partecipato con numerose persone. I lavori, sono durati diversi mesi, si sono svolti in specifici tavoli che hanno affrontato varie tematiche relative alla sordità. Uno di questi è stato sul rumore nei vari ambienti di vita, e con un focus sulla scuola.
Sono pubblicati nella rivista Argomenti di ACTA – Organo Ufficiale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale Volume XVI – N.1 – Marzo 2022
Il fascicolo è scaricabile al seguente link: https://iris.uniroma1.it/retrieve/e383532e-60e5-15e8-e053-a505fe0a3de9/Argomenti_Acta_1_22-50752.pdf