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Mi chiamo Federico, ho 38 anni e sono insegnante di sostegno. Per l ’anno concluso ho seguito due classi di terza media.
Durante i mesi prima del lockdown mi sono affezionato molto a tutti i ragazzi e le ragazze delle due classi e perdere di punto in bianco il contatto ravvicinato che avevo con loro quotidianamente è stato molto spaesante e duro per tutti.
Abbiamo dovuto adattarci alla situazione straordinaria e ho notato, con stupore e piacere, che molti studenti sono riusciti a beneficiare della quarantena, trovando un modo nuovo sia per apprendere e stare al passo con gli argomenti trattati nelle lezioni a distanza che, soprattutto, per riflettere ed esprimersi.
C’è chi ha iniziato ad annotare le proprie giornate su un diario, chi ha espresso i propri stati d’animo. Disegnando o raccontandoli in video, chi si è sentito più a proprio agio seguendo le lezioni online nel contesto confortevole e sicuro della propria cameretta organizzandosi il lavoro autonomamente.Molti di loro hanno attinto alle proprie risorse personali ed hanno tirato fuori una forza che non avevano ancora mostrato.
Forse è vero che non tutto il male viene per nuocere!
I numerosi colloqui individuali che ho avuto con gli studenti durante la quarantena, a volte anche solo per fare due chiacchiere e per sapere cosa stessero provando o cosa gli stesse passando per la testa, mi hanno dato la possibilità di entrare ancora più a fondo nei loro pensieri, nelle preoccupazioni ed emozioni che vivono i ragazzi durante una fase così delicata della vita come è quella dell’adolescenza.
Dopo questo periodo difficile mi è ancora più chiaro che i ragazzi abbiano bisogno di essere ascoltati, capiti e seguiti.
Spero che a settembre le lezioni possano riprendere in presenza normalmente ed in sicurezza, perché relazionarsi dal vivo con i ragazzi è di fondamentale importanza!

Illustrazione di Rocco Castellano

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