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L’accessibilità si impara: una sfida per i futuri geometri, con il progetto “Cesena Accessibile”

Già da diversi anni la Rete di associazioni cesenati “Abilità Diverse” * (di cui FIADDA fa parte) collabora con l’Istituto Tecnico per Geometri “Garibaldi/Da Vinci” col progetto “Cesena Accessibile” per sensibilizzare le nuove generazioni di geometri sul tema delle barriere architettoniche e non solo.
Infatti il progetto mira ad una formazione di fondo, in un’ottica più ampia: per “progettare” e “costruire” senza barriere non è sufficiente conoscere leggi e regolamenti ma occorre conoscere la varietà delle persone e dei loro bisogni, incluse quelle con disabilità, e per farlo occorre averne consapevolezza e superare barriere culturali e sociali.

Ogni anno vengono coinvolti gli studenti delle classi quarte e si sceglie un elemento significativo della città, tra rilievi sul territorio, lezioni teoriche ed incontri di discussione e confronto.

Quest’anno è stata scelta la storica “Rocca Malatestiana”, uno dei luoghi più importanti della città. L’amministrazione comunale sta già lavorando per migliorare l’accesso e la fruizione della Rocca e questo progetto somma le sue analisi ed idee a quelle già raccolte dal Comune.

Operano nel progetto professionisti esperti di accessibilità che da anni collaborano con la Rete “Abilità Diverse”:

– L’architetto Lucia Brasini ha affrontato con gli studenti il tema della progettazione secondo i principi del Design for All, cioè una progettazione che tiene conto della variabilità umana.

Come si arriva a progettare in questo modo? Prima di tutto comprendendo che l’accessibilità è un percorso, che parte da noi stessi e dalla relazione con le persone e con gli spazi che ci circondano. Il concetto stesso di accessibilità è in continua evoluzione e, insieme ai ragazzi, abbiamo provato a entrare in questo cambiamento culturale, analizzando le diverse tipologie di barriere: fisiche, sensoriali, cognitive e percettive, digitali, sociali e culturali, ambientali e quelle legate alla sicurezza e alle emergenze.

Durante il sopralluogo alla Rocca abbiamo quindi provato a “spacchettare” i diversi modi di vivere il luogo, ragionando in un’ottica di sistema e di rete. Ad esempio, il gruppo che ha lavorato su percorsi e collegamenti ha analizzato come persone con caratteristiche ed esigenze differenti si muovono all’interno della Rocca, cercando di costruire una rete di spazi capace di agevolarne gli spostamenti in continuità. dal momento in cui si entra al momento in cui si esce.

Abbiamo inoltre immaginato scenari vicini all’esperienza quotidiana dei ragazzi di 17 e 18 anni, come concerti ed eventi già ospitati nella Rocca, riflettendo sulla sicurezza reale e percepita, sulla gestione dei flussi e delle emergenze e sull’importanza di una comunicazione accessibile. Alcuni spunti sono stati tratti anche dall’attualità, come quanto accaduto recentemente nella tragedia di Crans-Montana.

– La psicoterapeuta Sara Valerio.

Perché inserire incontri psicoeducativi in un progetto per approfondire l’accessibilità rivolto a studenti dell’Istituto Geometri? Perché una lettura psicologica è utile in questo ambito tecnico? Per dirlo con le parole di Jovanotti perché “se lo senti lo sai”! O meglio, se sei accompagnato a riconoscere cosa stai provando, che tipo di disagio avverti davanti ad una barriera architettonica, sensoriale o comunicativa e che impatto ha tutto questo nella tua vita personale, relazionale e sociale riesci anche a comprendere come si sente la persona che quotidianamente incontra questi tipi di barriere. Riesci a pensarla abitare e vivere spazi privati e pubblici, che per loro natura sono per tutti, riesci a riconoscere quanti e quali barrire ci sono. Ti accorgi ad esempio della cattiva acustica di una sala conferenze e dell’affaticamento mentale che genera, del bagno di un ristorante raggiungibile solo con una rampa di scale e del fastidio che comporta quando ti muovi in carrozzina, della bassa luminosità di un edificio pubblico e di quanto disorienta pur camminando con il bastone bianco. Ecco cosa succede: inizi a renderti conto! E il successivo lavoro di confronto in aula per collegare a disagi sperimentati sensazioni simili provate dagli studenti nella vita di tutti i giorni ha permesso loro di rendere viva la comprensione e di imprimerla nella memoria agganciando alle conoscenze tecniche quell’esperienza emotiva. Non dobbiamo conoscere ogni disabilità per comprendere i bisogni di accessibilità delle persone, basta riconoscere che il sentire di cui ci stanno parlando noi lo conosciamo perché lo abbiamo provato e quello guida lo studio e lo sviluppo di soluzioni accessibili e possibili.

Con i professionisti, nei rilievi, hanno partecipato persone con diverse disabilità, per evidenziare le diverse difficoltà e bisogni.

Sabato 30 maggio si è svolta la presentazione finale aperta alla cittadinanza.
Gli studenti hanno illustrato le proprie analisi e proposte, ciascun gruppo approfondendo uno specifico aspetto dell’accessibilità, sempre secondo una logica di sistema e di rete: percorsi e collegamenti, segnaletica e orientamento, servizi, sicurezza ed emergenza, comfort e qualità dell’esperienza.
Nonostante i numerosi vincoli progettuali legati alla tutela della Rocca Malatestiana, alcuni gruppi hanno elaborato soluzioni particolarmente interessanti. C’è chi ha scelto interventi in continuità con il contesto storico e chi, invece, ha proposto soluzioni in consapevole contrasto, dimostrando come possano esistere approcci differenti a uno stesso problema.

Tutti i progetti sono stati consegnati all’Amministrazione comunale. Sarà interessante confrontare le diverse “reti” progettate dagli studenti e osservare come, pur partendo da punti di vista differenti, molte delle soluzioni convergano sugli stessi elementi.
È un’ulteriore conferma che progettare l’accessibilità non significa rispondere ai bisogni di una specifica categoria di persone, ma costruire ambienti e percorsi migliori per tutti.

* La “Rete Abilità Diverse” del Territorio Cesenate è composta dalle Associazioni:
AceA (Associazione cerebrolesioni acquisite), AISM (Associazione sclerosi multipla), ANFFAS (Associazione di persone con disabilità intellettive e relazionali), APRE (Associazione paraplegici), AVEAC (Associazione volontari Enaip-Acli), CVS (Associazione volontari della sofferenza), FIADDA (Associazione per i diritti delle persone sorde e famiglie),che si occupano di diverse disabilità ma unite dall’obiettivo di promuovere l’inclusione delle persone con disabilità. A questo progetto partecipa anche UICI (Unione ciechi e ipovedenti)

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