Negli ultimi anni, grazie al raccordo con il territorio metropolitano di Bologna, pervengono continuamente alla Fondazione Gualandi richieste di aiuto e di collaborazione per promuovere l’accesso delle persone sorde straniere presenti in alcune strutture di comunità ad una comunicazione linguistica in italiano. Dal 2019 si avverte l’urgenza di costruire una proposta pratica e complessa che possa mettere in gioco le differenti competenze possedute da ognuno e, per questa ragione, sono stati attivati percorsi di italiano L2 (seconda lingua) che hanno coinvolto, inizialmente, una decina di ragazzi/giovani adulti sordi stranieri, provenienti da paesi extra UE e, fino ad arrivare ai corsi attuali con più di 40 iscritti, con differenti provenienze.
Inizialmente, i corsi di italiano per sordi stranieri si svolgevano una volta a settimana, ma vedendo la continua richiesta da parte del territorio stesso e dei beneficiari, sono stati intensificati gli incontri, calendarizzandoli fino a quattro volte a settimana.
Il gruppo, sin dall’inizio ha avuto l’eterogeneità, come forza promotrice, dovuta alla provenienza, ai livelli di alfabetizzazione, ai sussidi e ai canali comunicativi scelti.
Nonostante queste differenze, sin dall’inizio, sono stati messi in risalto punti di forza che hanno portato avanti i vari moduli con successo, come la voglia di mettersi in gioco e la grande motivazione nell’apprendimento di un’altra lingua. Questo ha permesso una grande collaborazione tra gli utenti, creando un clima e un contesto accogliente e inclusivo sin dall’inizio.
Il docente ha sempre potuto attingere dai suoi materiali e dalla sua esperienza pregressa per veicolare contenuti, ma non è sempre stato sufficiente perché, sempre più spesso, bisogna preparare materiali precisi, che rispettino i bisogni specifici dei sordi stranieri. Al momento, in commercio esistono non pochi, ma pochissimi, materiali di studio di lingua italiana per sordi stranieri e ciò rende il lavoro più difficile, ma anche più stimolante.
Inoltre, un altro elemento importante da tenere in considerazione riguarda l’esperienza pregressa di alfabetizzazione/scolarizzazione; le persone sorde straniere nei loro paesi di origine spesso non vengono scolarizzate, o vengono scolarizzate in ritardo.
Un altro fattore determinante di cui si è dovuto necessariamente tenere conto è l’età anagrafica degli apprendenti. Arrivare in Italia in età adulta ha delle conseguenze importanti per lo sviluppo linguistico.
Per questa ragione la Fondazione ha scelto consapevolmente di offrire corsi di italiano L2 per sordi stranieri con l’obiettivo di favorire una progressiva familiarizzazione alla lingua italiana, con una costante esposizione, creando uno spazio in cui gli studenti possano entrare in contatto con la lingua del Paese ospitante e iniziare a utilizzarla. Nella consapevolezza che l’apprendimento di una lingua avviene attraverso la lingua stessa, si è sempre cercato di rispettare le scelte comunicative di ciascun apprendente.
Per i giovani adulti sordi stranieri si pongono obiettivi legati all’autonomia all’interno delle realtà socioculturali nelle quali vivono. Diventa sempre più importante l’esigenza di rispondere ai loro bisogni con attività mirate all’autonomia linguistica, autonomia sul territorio e autonomia sul lavoro. Questo può avvenire anche grazie allo stare insieme all’interno di un contesto di comunicazione condivisa, sperimentando attività di lavoro di gruppo.
Una criticità, che può essere considerata anche come un punto di forza, fa riferimento alla sfera socioeducativa: la scelta dei diversi canali comunicativi ha permesso un’intensificazione di interazioni affinché si realizzasse una buona comunicazione di base. Questo elemento è molto importante perché negli ultimi anni sono state raccolte una serie di testimonianze di sordi giovani adulti stranieri che hanno marcato una povertà relazionale, in quanto per loro si presentano sempre meno momenti di aggregazione a causa delle fragilità linguistiche, delle diverse modalità comunicative e della poca autonomia all’interno della vita quotidiana.
Un aspetto interessante riguarda la creazione anche di momenti di aggregazione tra i sordi stessi, fuori dalle attività in Fondazione. Per tutte queste ragioni, da parte delle famiglie, per i pochi che le hanno accanto, o delle associazioni a cui fanno riferimento, sono emersi riscontri molto positivi sulle ricadute comunicative, sociali e relazionali.
Un’altra ricaduta sociale importante riguarda tutte quelle attività parallele in Fondazione, aperte al territorio, che riflettono sullo stare insieme e sulla convivialità, come ad esempio il laboratorio di cucito, laboratorio di salotto per intensificare le conversazioni tra i sordi (anche con gli udenti), laboratori di giochi da tavolo e, infine, di arteterapia per ripercorrere, per chi ne ha voglia, i passi del proprio vissuto, che a volte non è chiaro nei racconti, attraverso l’arte.
Per questa ragione, la Fondazione è fortemente convinta che la stimolazione linguistica debba essere alla base di ogni tipo di attività per stranieri e che debba essere continuativa con tutti i sordi.
Mariangela Laurenti linguista e logogenista di Fondazione Gualandi