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Si è conclusa l’edizione 2026 del Biografilm. Quello tra il 5 e il 15 giugno è stato anche per noi di FIADDA ER un periodo intenso, segnato dalla partecipazione alle 10 proiezioni di film italiani che abbiamo sottotitolato, insieme al dibattito che seguiva le proiezioni, per testimoniare l’importanza della nostra richiesta di garantire l’accessibilità dei film alle persone sorde.
Deve diventare infatti una buona pratica quella di sottotitolare direttamente sulla pellicola tutti i film, anche italiani, nonostante il pregiudizio che ancora sussiste tra esercenti delle sale cinematografiche e talvolta tra gli stessi registi.

Ringraziamo pertanto il Biografilm per aver abbracciato anche quest’anno la nostra causa, e i registi e le produzioni che hanno aderito.

Novità di quest’anno è stato il Premio FIADDA – Sguardi accessibili | Biografilm Italia 2026, assegnato da una giuria composta da giovani persone sorde di FIADDA Emilia Romagna al film del Concorso Biografilm Italia che a loro è sembrato più meritevole.
La giuria, composta da Elia Bacconi, studente di teatro e cinema, Francesco Bernardoni, agronomo e appassionato di cinema e Martina Tantimonaco, regista cinematografica, ha assegnato il premio al film Storie per Sandro di Giacomo Boeri, che ha affrontato il tema della malattia di Alzheimer tramite la figura del padre.
La premiazione è avvenuta presso il cinema Arlecchino di Bologna, domenica 14 giugno, nell’ambito della cerimonia finale di assegnazione dei tanti premi che il Festival distribuisce.

Queste sono le interessanti e profonde motivazioni della nostra giuria che hanno fatto riflettere ed emozionare il pubblico e lo stesso regista che ha ringraziato i nostri giovani:
Giacomo Boeri racconta di suo padre con una delicatezza e dolcezza unica, senza spingere sul dolore che già viene percepito tramite le immagini e le parole. Uno scorcio intimo su una situazione fragile, che permette anche a chi ha familiari in condizioni simili di riuscire ad elaborare ciò che viene mostrato. La scelta dinamica di creare storie visive per suo padre, usando tecniche differenti, arricchisce la narrazione. Il ritmo risulta ottimo, permettendo allo spettatore di rimanere ancorato per ogni secondo, senza lasciare vuoti troppo estesi, ma con tempi sufficienti per riflettere.
Reputiamo questo film equilibrato e premuroso.
Durante la scena dell’incidente, il silenzio viene descritto come “denso e irreale”: quello stesso silenzio che proviamo noi persone sorde ogni giorno. Lo stesso silenzio di stupore che si prova davanti all’arte, davanti a qualcosa che ci entra dentro. Il film ci ha fatto ricordare cosa rende il cinema Cinema con la C maiuscola: la capacità di rappresentare la vita umana
 Il momento in cui Sandro fa le sedute con la dottoressa, ci ha riportato a quando noi persone sorde abbiamo la logopedia. Abbiamo apprezzato anche lo scambio di messaggi tra i figli di Sandro, reso in modalità Voice over, permettendo un’espressione completa che invece la tecnologia e i social hanno tolto.
Abbiamo poi apprezzato tanto la scelta di luci colorate, opposto alla consuetudine di utilizzare luci spente per raccontare una malattia.
Abbiamo notato il momento in cui la moglie afferma che aver scoperto che il marito era sordo l’ha attratta, ci ha dato speranza. Per finire, la frase “avendo perso la memoria, è ancora papà” sottolinea che non sono tanto le nostre capacità a definire chi siamo, ma le scelte che facciamo.

Non si tratta solamente di una storia di persone anziane con Alzheimer, ma di una storia che ha in sé tante storie, ricordandoci di questa grande connessione, di cui spesso ci dimentichiamo, chiamata umanità”.

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