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Un viaggio che è anche un percorso di crescita, consapevolezza e memoria.
Condividiamo l’esperienza di Anita, ragazza sorda. Il suo racconto parla di storia, di incontri, di emozioni profonde. Di luoghi che non si dimenticano, ma anche di relazioni, condivisione e attenzione all’accessibilità, che rendono possibile vivere pienamente ogni esperienza.
Una testimonianza che invita a riflettere su quanto sia importante ricordare, per costruire un presente e un futuro più consapevoli.

Il viaggio della memoria con l’associazione Deina è stata una delle esperienze più significative della mia vita. Non è stato solo un viaggio, ma un vero e proprio percorso iniziato mesi prima della partenza.

Eravamo ragazzi e ragazze di tutta Italia, tutti diciottenni, con storie diverse ma uniti dalla stessa curiosità e dal desiderio di capire. Da novembre abbiamo iniziato a incontrarci settimanalmente: incontri che, all’inizio, sembravano semplici momenti di preparazione, ma che si sono rivelati fondamentali. Attraverso testimonianze, documenti e riflessioni, abbiamo iniziato a comprendere il contesto storico dell’epoca, andando oltre ciò che si studia sui libri.

La partenza, il 16 febbraio 2026, è stata carica di emozione. Arrivati a Cracovia, dopo un lungo viaggio in autobus, abbiamo trascorso una settimana intensa e piena di significato. Abbiamo visitato il museo della fabbrica di Schindler, un luogo che mi ha colpito profondamente, perché rende concreta e tangibile la vita quotidiana di chi ha vissuto quell’orrore.

I momenti più forti, però, sono stati ad Auschwitz e Birkenau. Camminare in quei luoghi, vedere con i propri occhi ciò che è accaduto, è qualcosa che non si può davvero spiegare a parole. È un silenzio che pesa, che ti entra dentro e ti obbliga a riflettere.

A rendere tutto ancora più speciale sono stati gli educatori, sempre presenti, preparati e capaci di guidarci senza mai imporre, ma lasciandoci lo spazio per pensare e sentire, hanno avuto attenzioni a tutte le nostre esigenze tra cui le mie, infatti durante la visita dei campi di concentramento solitamente si usano le cuffiette per ascoltare la visita guidata ma per me hanno richiesto cuffie grandi. Altro elemento fondamentale il gruppo: una compagnia bellissima, con cui si è creato un legame autentico in poco tempo non solo grazie agli incontri di preparazione ma anche alle serate trascorse a Cracovia a ballare e fare karaoke. Condividere emozioni così forti e momenti di leggerezza ci ha uniti profondamente.

Questo viaggio mi ha cambiato. Mi ha fatto crescere, mi ha reso più consapevole e mi ha insegnato quanto sia importante ricordare. Perché è fondamentale capire che la memoria non è solo passato, ma una responsabilità verso il presente e il futuro.

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