Home disabilità Convegno Disabilità Uditive, di cosa si è parlato?

Convegno Disabilità Uditive, di cosa si è parlato?

 

Il convegno sulle DISABILITA’ UDITIVE organizzato dalla Regione, tenutosi a Bologna il 2 dicembre è stato ricco di dati e valutazioni. Come FIADDA Emilia-Romagna abbiamo portato le nostre considerazioni su vari argomenti in discussione.

Abbiamo espresso il nostro apprezzamento per lo screening neonatale, la nostra Regione, fra le prime, da tempo lo sta attuando ed ha ormai raggiunto lo screening universale (99,8%). E’ un traguardo importantissimo, sappiamo tutti come sia fondamentale una diagnosi precoce, per agire da subito con interventi sia protesici che abilitativi.

Lo screening precoce, anche grazie ai progressi della tecnologia in campo medico ed ai servizi abilitativi di qualità, dà oggi la possibilità a tutti i bambini nati sordi di poter acquisire la lingua orale, di avere uno sviluppo linguistico e cognitivo praticamente nella norma, base per una vita futura indipendente e inclusa nella società di tutti.

Lo screening ci sta dando anche dati precisi sui numeri dei bambini che nascono con sordità, sui livelli di gravità e le eventuali patologie associate.

C’è infatti un quadro confuso, dove girano le cifre più disparate.

Oggi abbiamo la possibilità di dati certi, sui quali definire le politiche mediche, protesiche, abilitative e assistenziali più mirate ed adeguate alla popolazione sorda reale.

Per quanto riguarda i servizi logopedici, generalmente di alta qualità nella nostra regione, è stato evidenziato che con la diagnosi precoce e l’utilizzo di Impianti Cocleari è molto cambiata la logopedia e i risultati, ma i ragazzi sordi avranno sempre bisogno di tecnologia e controlli. Infatti come FIADDA abbiamo fatto notare che questi miglioramenti hanno naturalmente comportato una riduzione della quantità e della durata degli interventi, ma una volta che cessano i piani terapeutici, rileviamo spesso situazioni di scarso monitoraggio e controllo della crescita linguistica e cognitiva e di personalità dei ragazzini sordi, carenza particolarmente sentita nei momenti di criticità come l’adolescenza ed i passaggi di grado scolastici. Sarebbe importante la presenza nelle equipes territoriali di figure specializzate quali psicologi esperti nella disabilità uditiva, figure oggi previste ma quasi totalmente assenti, come denunciato dalle stesse logopediste presenti. Lo psicologo potrebbe supportare i ragazzi nei loro momenti di crisi, ma anche le famiglie, sia nel momento dalla prima informazione sia in seguito, dato che spesso esse si sentono sole nei contatti con la scuola e nelle problematiche relazionali legate all’adolescenza, all’accettazione di sé, alla fiducia nelle proprie capacità al di là del deficit della sordità.

Segnalata anche la mancanza di servizi abilitativi per le persone adulte che fanno l’Impianto Cocleare.

Abbiamo poi portato le nostre preoccupazioni legate alla fornitura protesica, una situazione confusa, incerta e precaria, peggiorata dall’approvazione e non attuazione dei nuovi LEA, e che non garantisce i diritti delle persone sorde.

FIADDA ha chiesto un maggior coinvolgimento delle associazioni delle persone sorde e dei loro famigliari. Siamo convinti di poter contribuire positivamente al piano abilitativo e nel sostegno alla famiglia. Chiediamo quindi una maggior collaborazione con l’associazione convinti che il percorso abilitativo e di crescita armonica della persona con grave disabilità uditiva non riguarda solo gli aspetti medico-abilitativi ma anche gli aspetti bio-psico-sociali che devono procedere parallelamente.